Cosa accade quando cerca di fare una prestazione con il caldo umido ed esposti direttamente ai raggi solari?
Uno studio di Ely e collaboratori ha provato a rispondere a questa domanda analizzando 7 maratone: Boston (Boston, MA), New York (NY, NY), Twin Cities (Minneapolis/St. Paul, MN), Grandma`s (Duluth, MN), Richmond (Richmond, VA), Hartford (Hartford, CT), and Vancouver (Vancouver, Canada). Si è cercato di capire come poteva variare la prestazione da 5 a 25 gradi ambientali. Sono stati analizzati i dati di top runner e di amatori di buon livello.
Ecco cosa è emerso:
1) Tutti i podisti hanno un decremento della prestazione
2) I top runner riescono a contenere il decremento entro un certo limite
3) I podisti più lenti pagano molto di più lo scotto
4) La differenza di performance tra la corsa a 25 gradi centigradi rispetto a quella a 5 gradi centigradi peggiora di circa il 12%
Stiamo parlando di una gara secca.
Ora proiettiamo su un Ironman in cui sei stato o dentro una muta per circa un’ora, e esposto al sole per oltre 5 ore di ciclismo e la temperatura è superiore ai 30 gradi.
E’ plausibile che il 12% di decremento sia ampiamente sottostimato.
Ecco spiegato come allenarsi per 6-7 mesi e portare a casa una performance sotto le aspettative.
Negli ultimi 6-7 anni gli Ironman tra giugno e luglio corsi in Europa centrale hanno avuto sempre temperature proibitive.
Ely MR, Cheuvront SN, Roberts WO, Montain SJ. Impact of weather on marathon-running performance. Med Sci Sports Exerc. 2007 Mar;39(3):487-93
