Enervit C2:1PRO
Lactate Gel Mix
Rivoluzione o semplice evoluzione? Analizziamo il nuovo gel al lattato distinguendo fisiologia, sperimentazione e reali prove sulla performance.
Negli ultimi giorni molti mi hanno chiesto informazioni in merito al nuovo Enervit C2:1PRO Lactate Gel Mix, il prodotto che sta per arrivare sul mercato e che promette di introdurre il lattato come fonte energetica aggiuntiva negli sport di endurance.
Il prodotto nasce dalla collaborazione con il Prof. George A. Brooks e il Dr. Iñigo San Millán, dopo due stagioni di sviluppo e sperimentazione con UAE Team Emirates XRG.
Come spesso accade quando parliamo di fisiologia e nutrizione sportiva, la risposta non può essere semplicemente sì o no. Bisogna distinguere ciò che sappiamo sul lattato da ciò che è stato realmente dimostrato sull’assunzione orale di lattato durante l’esercizio.
Il lattato non è il nemico
Per molti anni il lattato è stato descritto come un prodotto di scarto responsabile dell’acidificazione e della fatica muscolare. Oggi questa interpretazione è considerata superata.
Le ricerche del Prof. George Brooks hanno contribuito a sviluppare il concetto di Lactate Shuttle: il lattato viene prodotto, trasportato e utilizzato continuamente dai diversi tessuti dell’organismo.
- Viene prodotto anche in presenza di ossigeno.
- Non è semplicemente un prodotto di scarto.
- Può essere utilizzato come fonte di energia.
- Viene trasferito tra muscoli, cuore, fegato e altri tessuti.
- Partecipa alla produzione di nuovo glucosio.
- Svolge anche funzioni di segnalazione metabolica.
Questa parte della fisiologia è sostenuta da decenni di ricerca scientifica. Approfondimento PubMed sul Lactate Shuttle.
Il lattato prodotto durante l’esercizio viene riutilizzato
In uno degli studi storici sul metabolismo del lattato durante esercizio prolungato, una quota predominante del lattato prodotto veniva ossidata e utilizzata come combustibile, mentre una parte minore veniva riconvertita in glucosio.
Il dato dimostra che l’organismo tratta il lattato come un intermediario energetico e non come un semplice rifiuto metabolico. Consulta lo studio su PubMed.
Perché questo gel è differente?
Il nuovo prodotto Enervit non sembra nascere con l’obiettivo di sostituire i carboidrati. L’idea è piuttosto quella di affiancare una fonte di lattato ai carboidrati tradizionali.
Miscela dichiarata con rapporto glucosio-fruttosio 2:1.
Presentato come fonte energetica aggiuntiva rispetto ai carboidrati.
Vitamina coinvolta nel normale metabolismo energetico.
Il razionale è interessante: il lattato assunto potrebbe entrare nel circolo sanguigno e diventare disponibile per i tessuti in grado di ossidarlo.
- Potrebbe essere rapidamente assorbito e trasportato.
- Potrebbe rappresentare un substrato energetico aggiuntivo.
- Potrebbe essere ossidato da muscoli e cuore.
- Potrebbe affiancare l’apporto di glucosio e fruttosio.
- Potrebbe offrire una nuova strategia negli sforzi ad alta richiesta energetica.
Questo rende il prodotto scientificamente interessante, ma un razionale fisiologico credibile non equivale automaticamente a un miglioramento dimostrato della prestazione.
Cosa dimostrano realmente gli studi?
Qui bisogna separare due livelli di evidenza molto differenti.
✅ Evidenza consolidata
Il lattato è un importante intermediario metabolico, può essere ossidato come carburante e partecipa al trasferimento di energia tra cellule e tessuti.
⚠️ Evidenza ancora limitata
Non disponiamo ancora di una grande quantità di studi indipendenti che dimostrino un vantaggio prestativo certo dell’assunzione orale di lattato durante le gare di endurance.
Esistono numerosi lavori sul metabolismo del lattato, sul suo trasporto e sulla sua utilizzazione. Sono invece ancora limitati gli studi specifici che confrontano una strategia con lattato orale con una strategia ottimizzata basata soltanto sui carboidrati.
Per parlare di reale efficacia prestativa servirebbero studi controllati e replicati che valutino:
- Tempo impiegato in una prova a cronometro.
- Potenza sostenibile durante esercizio prolungato.
- Tempo fino all’esaurimento.
- Ossidazione dei diversi substrati energetici.
- Tollerabilità gastrointestinale.
- Prestazione nelle fasi finali di gare molto lunghe.
- Confronto diretto con 90–120 g di carboidrati all’ora.
Senza questi confronti non possiamo ancora affermare che il lattato ingerito migliori sicuramente FTP, VO₂max, maratona o prestazione IRONMAN. Approfondimento scientifico su PubMed.
Il fatto che venga utilizzato dai professionisti è una prova?
No. L’utilizzo da parte di UAE Team Emirates XRG e di atleti di altissimo livello rende il prodotto interessante, ma non rappresenta da solo una prova scientifica.
Nello sport professionistico vengono spesso introdotte strategie promettenti prima che esista una letteratura ampia e indipendente. I team cercano anche vantaggi potenzialmente molto piccoli, perché ad altissimo livello una differenza minima può diventare importante.
Per parlare di efficacia scientificamente dimostrata servono studi controllati, randomizzati, possibilmente in doppio cieco, condotti su un numero adeguato di atleti e replicati da gruppi di ricerca indipendenti.
Il livello attuale delle evidenze
| Argomento | Livello indicativo |
|---|---|
| Il lattato è una fonte energetica | ★★★★★ |
| Esistenza del Lactate Shuttle | ★★★★★ |
| Utilizzo del lattato da parte di cuore e muscoli | ★★★★★ |
| Ruolo del lattato come molecola di segnalazione | ★★★★☆ |
| Miglioramento certo della performance tramite lattato orale | ★★☆☆☆ |
La tabella è una sintesi divulgativa della solidità delle evidenze e non un sistema ufficiale di classificazione scientifica.
La mia conclusione da coach
Personalmente considero il nuovo Enervit C2:1PRO Lactate Gel Mix uno dei prodotti più interessanti comparsi negli ultimi anni nella nutrizione per gli sport di endurance.
Non perché oggi possiamo affermare che faccia vincere una gara, ma perché nasce da una base fisiologica solida e propone un approccio differente rispetto al semplice aumento dei carboidrati.
Come coach, però, preferisco sempre distinguere tra teoria fisiologica, risposta metabolica e vantaggio reale sulla performance.
Oggi gli elementi con le prove più robuste per un atleta di endurance restano:
- Assumere una quantità di carboidrati adeguata alla durata e all’intensità della gara.
- Arrivare progressivamente a tollerare 90–120 g di carboidrati all’ora quando necessario.
- Allenare l’intestino durante le sedute lunghe.
- Curare idratazione e apporto di sodio.
- Provare più volte la strategia nutrizionale in allenamento.
- Non introdurre prodotti nuovi direttamente in gara.
Il lattato potrebbe diventare una fonte energetica aggiuntiva interessante, soprattutto nelle situazioni di elevata richiesta energetica. Al momento, però, lo considero una tecnologia promettente, non ancora definitivamente validata dalla letteratura indipendente.
Quando il prodotto sarà disponibile, il passaggio successivo sarà valutarne la composizione definitiva, le modalità di assunzione, la tollerabilità gastrointestinale e soprattutto il suo inserimento all’interno della quantità totale di carboidrati assunti.
Studi e approfondimenti scientifici
- Brooks GA. Approfondimento sul Lactate Shuttle e sul ruolo del lattato nel metabolismo. PubMed PMID: 29617642.
- Studio sul turnover, sull’ossidazione e sul riutilizzo del lattato durante esercizio prolungato. PubMed PMID: 3523107.
- Approfondimento recente sui meccanismi metabolici e sul potenziale impiego del lattato. PubMed PMID: 37432330.
La nutrizione va allenata come la performance
Una strategia efficace non nasce il giorno della gara. Deve essere costruita e testata durante gli allenamenti lunghi, adattandola all’atleta, alla distanza e all’intensità prevista.
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