Come funziona il dato del tempo di recupero del Garmin che viene visualizzato al termine di ogni attività?
In base a quali parametri viene calcolato e quanto è attendibile?
E il messaggio sulla bontà del recupero che viene visualizzato dopo pochi minuti dall’inizio di ogni pedalata?
I device di ultima generazione sono in grado di fornire una gran quantità di informazioni per ottimizzare i propri allenamenti, ma è necessario sapere come sfruttare al meglio tutte le funzioni a disposizione.
L’equilibrio tra carichi di lavoro e riposo è sicuramente uno dei parametri più importanti da tenere sotto controllo se si vuole crescere di condizione in modo costante e programmato.
La famosa curva di super-compensazione deve essere rispettata per potere progredire nell’allenamento, Ma quante probabilità ci sono per azzeccare il momento giusto? Diciamo soltanto 33% che SI riduce ad 11% se non alterniamo le diverse tipologie di carico.
Per questo i nostri dispositivi ci possono dare una mano
SU QUALI DATI SI BASA LA MISURAZIONE
Il tempo di recupero viene calcolato tramite un algoritmo che “incrocia” tutta una serie di parametri fisiologici, da quelli sulla condizione fisica a quelli sull’allenamento svolto, tramite le metriche Training Load e Training Effect .
In pratica, uno stesso allenamento in termini di intensità e durata, potrà generare un tempo di recupero diverso, in base al vostro livello di condizione durante l’anno.
Uno dei parametri fondamentali per calcolare il tempo di recupero del Garmin è la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), rilevabile tramite tutte le moderne fasce cardio Garmin. La rilevazione dell’HRV è già attiva di default sui dispositivi Edge, mentre deve essere attivata sugli orologi.
E’ chiaro, dunque, che per stimare il tempo di recupero è indispensabile allenarsi regolarmente con una fascia cardio, meglio se con fascia cardio e misuratore di potenza, poiché in questo modo i dati su cui basare il calcolo sono molto più numerosi.
Il tempo di recupero viene mostrato in ore e aggiornato al termine di ogni attività.
Il valore minimo è 6 ore, quello massimo 4 giorni, ovvero 96 ore.
Attenzione, si parla di tempo di recupero, non di riposo assoluto, e questo è un equivoco in cui cadono molti utenti.
Il valore mostrato dal Garmin indica il tempo necessario per recuperare in maniera completa prima di potersi presentare nella miglior condizione possibile ad una gara o un allenamento duro, ma per recupero non si deve intendere riposo assoluto, quanto piuttosto il “famoso” recupero attivo (sgambata in agilità, camminata, attività di palestra per la parte superiore, ecc.).
In periodi di carico programmato gli atleti evoluti possono accumulare una serie di allenamenti duri senza considerare il tempo di recupero necessario, ma al termine di questi microcicli dovranno necessariamente effettuare dei periodi di scarico.
COME RENDERE IL DATO PIU’ ATTENDIBILE POSSIBILE
Con i parametri che possono essere raccolti tramite gli strumenti più recenti, Garmin è in grado di fornire un dato molto attendibile, pur con la consapevolezza che i dati non possono avere la precisione di un test medicale in laboratorio.
Per aumentare l’attendibilità è necessario tenere conto di vari aspetti.
Prima di tutto, l’algoritmo funziona correttamente solo dopo aver raccolto almeno 12 sessioni di allenamento monitorate tramite fascia cardio.
La precisione sale ancora di più dopo 30 sessioni svolte in modo regolare.
E’ ovvio, dunque, che il dato fornito subito dopo l’acquisto di un nuovo strumento non può essere attendibile.
Inoltre, è indispensabile settare e aggiornare con regolarità i propri parametri fisiologici: peso, altezza, FTP e soprattutto zone di frequenza cardiaca.
In base a quanto dichiarato da Garmin, se la registrazione di tutti questi parametri avviene in maniera corretta, il dato fornito ha uno scostamento minimo rispetto a quelli che potrebbero essere rilevati tramite test medicali.
UN CONSIGLIO: ATTIVATE LA FUNZIONE PERFORMANCE CONDITION
Tra le tante funzioni oggi a disposizione sui dispositivi Edge, i tecnici Garmin consigliano di attivare sulle schermate del propio strumento la visualizzazione della funzione Performance Condition.
Questa funzione, che in qualche modo è legata anche alla bontà del recupero, valuta in tempo reale la propria capacità di prestazione.
Durante i primi minuti di un’attività di ciclismo (in genere tra i 6 ed i 20 minuti), questa metrica analizza la potenza, la frequenza cardiaca e la HRV.
Il dato ottenuto è una valutazione in tempo reale dello scostamento dal VO2 max di riferimento del soggetto, in cui ciascun punto sulla scala rappresenta circa l’1% del VO2 max. Il valore estrapolato può variare entro una gamma da -20 a +20 punti e, ovviamente, più alto è il numero, migliore sarà il livello della prestazione.
Questo dato può essere utile per gestire lo sforzo durante un allenamento intenso o una granfondo, ma se analizzato con regolarità può fornire altre informazioni utili come, ad esempio, se il nostro organismo è più predisposto ad allenamenti mattutini o pomeridiani.
Per maggiori informazioni: discover.garmin.com/it-IT/performance-data